Fronte Verde Marche interviene sui lavori sul torrente “Certano”

Macerata – Anche il Movimento ecologista “Fronte Verde” interviene sulla vicenda dei lavori fatti dal Comune di Cagli sul Torrente Certano nella Frazione Pianello. “Questo intervento” dichiara il Coordinatore regionale del “Fronte Verde” Tonino Quattrini, “oltre ad essere stato fatto male, è uno scempio per le strutturi naturali del torrente Certano. In un periodo in cui la scarsità della risorsa acqua è un dramma che colpisce il mondo intero, sono inqualificabili, dannosi e pericolosi, gli interventi effettuati su questo torrente. Il rischio infatti di cambiare la struttura naturale del letto torrentizio, con un danneggiamento della struttura impermeabile costituita naturalmente dall’acqua negli anni, è molto alto e nel corso degli anni purtroppo, ne abbiamo visto molti esempi. Ci creano sconforto le dichiarazioni degli amministratori locali sullo sfratto forzato dei pesci e sul fatto che questi lavori siano stati fatti con rispetto… Il vero intervento per il bene della natura, dell’uomo e della sua sicurezza, sarebbe stato quello di curare periodicamente il corso del torrente (consideriamo anche il fatto che il torrente Certano ricade in una Zone di Protezione istituita dalla stessa Provincia). Per il “Fronte Verde” questa non è una questione di soldi (o meglio, non solo)… che siano stati stanziati 20 mila, 200mila o 2milioni di Euro! I soldi si possono spendere, perdere, sprecare e ritrovare, ma il danno che si fa alla vita dei fiumi e al loro corso naturale costruitosi in tantissimi anni, non può e non sarà più recuperato. E’ questo il dramma delle dannose e inutili opere volute sul torrente Certano. Ci preoccupa molto l’assenza delle organizzazioni ambientaliste sull’argomento. L’ambiente non va considerato dal colore delle amministrazioni, ma va valutato e difeso per un rispetto della natura e dell’uomo. Ci angoscia inoltre il continuo e scellerato modo di sconvolgere “grossolanamente” la natura; prima il “Megagasdotto Foligno-Sestino” con il quale si vuol ferire una delle zone più integre dell’Appennino (senza uno studio serio di soluzioni alternative), ora la distruzione del letto del fiume Certano. Quale sarà domani il nuovo scempio previsto?”

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