Rifiuti Campania, Vincenzo Galizia: “operazione di chiarezza e verità”

Napoli – Nuova inchiesta condotta dalla Procura di Napoli sulla gestione della crisi rifiuti in Campania, “finiva direttamente in mare il percolato sversato nei depuratori campani” questa + l’ipotesi centrale della Procura. I militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli e i carabinieri del Noe hanno eseguito oggi 14 arresti. Ai domiciliari sono andati fra gli altri anche il prefetto Corrado Catenacci, ex commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, la dirigente della protezione civile Marta Di Gennaro, vice commissario ai rifiuti durante la prima gestione di Guido Bertolaso, e il dirigente del ministero dell’ambiente Gianfranco Mascazzini. Ordinanza di custodia in carcere per il manager della società Hidrogest Gaetano De Bari e l’architetto Claudio De Biasio. Indagati anche l’ex governatore Antonio Bassolino, l’ex assessore regionale all’ambiente Luigi Nocera e l’ex capo della segreteria di Bassolino, Gianfranco Nappi. In merito è intervenuto Vincenzo Galizia Presidente nazionale del ‘Fronte Verde Ecologisti Indipendenti’ che ha dichiarato: «Sono sedici anni che Napoli e la Campania hanno l’emergenza rifiuti, una situazione divenuta oramai insostenibile, e che dimostra la mancanza di volontà da parte di entrambi gli schieramenti politici di porre rimedio e risolvere questo annoso problema. Serve una discontinuità politica per il bene della Campania e dei suoi cittadini. Questa nuova inchiesta getta ulteriori ombre su chi gestisce la situazione complessiva degli impianti di depurazione della regione e il sospetto fondato che materiale non depurato sarebbe stato scaricato direttamente lungo il litorale campano, in grado di determinare un disastro ambientale delle coste. Ora è necessario agire con un’operazione di chiarezza e di verità, che squarci il velo di menzogne ed intrighi che ruotano sull’emergenza rifiuti e sul malaffare campano, per salvaguardare oltre all’ambiente anche la salute e la dignità dei cittadini» conclude la nota di Galizia.

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