Caccia, Alberto Crapanzano: “In Italia troppi cacciatori”

Agrigento – “Secondo gli studi dei recenti dati ISTAT basati sulle licenze di caccia attualmente in vigore risulta che i cacciatori in Italia sono troppi rispetto agli altri Paesi della Comunità Europea; essi arrivano ad una cifra totale di oltre 700.000 unità. Dalle analisi di questi dati, l’Italia presenta la densità più alta d’Europa, con ben 6 cacciatori per chilometro quadrato” dichiara Alberto Crapanzano responsabile dipartimento ambiente Fronte Verde e tra i promotori degli Ecologisti Confederati che continua “Per avere un’idea del confronto, basti pensare che il valore medio dei Paesi dell’Unione Europea è pari a 2; in Olanda e in Belgio il numero di cacciatori per chilometro quadrato è 1,4, mentre in Germania e Lussemburgo è rispettivamente 1,3 e 1,2. Per questo motivo noi Ecologisti Confederati, che siamo comunque assolutamente contro la caccia, proponiamo perlomeno di adeguare il numero dei cacciatori italiani al nostro territorio ed alla media dei Paesi dell’Unione Europea sarebbe bene limitare il rilascio delle licenze di caccia rapportandolo all’area dei chilometri quadrati di superficie del territorio dove è possibile esercitare la pratica dell’attività venatoria, quindi ridurre il numero dei cacciatori in Italia. Una sorta di numero chiuso delle licenze di caccia che andrebbe a garantire innanzitutto maggiore sicurezza pubblica al cittadino. Poi è opportuno ricordare sempre che la caccia è un hobby, oltre che inutile anche molto pericoloso che causa decine di morti ecentinaia di feriti ogni stagione e consiste nell’uso di armi da fuoco sul territorio aperto al libero transito di chiunque o addirittura nelle altrui proprietà private, a prescindere dal consenso del proprietario. La caccia rimane un gravissimo problema di pubblica sicurezza che spaventa il libero cittadino. La pratica di essa non deve far venir meno il rispetto della normativa vigente La legge 157/92 (anche se ormai vecchia e inadeguata) per tutto quello che attiene, alla rigorosa osservanza delle distanze minime di sicurezza da edifici e strade da parte di chi spara, l’ordine pubblico, l’incolumità delle persone e il rispetto della quiete pubblica. Numerose sono le ordinanze Ordinanze comunali di divieto di caccia emesse dai Sindaci dei comuni in tutto il territorio nazionale da nord a sud a prova della scorrettezza alla pratica delle attività venatorie da parte dei cacciatori. Il Parlamento è bene che si occupi presto anche di questa problematica che attanaglia da troppo tempo la comunità italiana, i territori cambiano, le persone pure, il mondo è in continua trasformazione e così pure le leggi fatte dall’uomo andrebbero adeguate nello specifico alle nuove esigenze nel rispetto delle nuove generazioni che guardano di più alla salvaguardia dell’ambiente. In merito alla caccia, conclude Alberto Crapanzano, servono nuove norme che si basino essenzialmente su tre punti fondamentali: 1. Riduzione del numero dei cacciatori in rapporto all’effettivo territorio di caccia per adeguarli alla media dei Paesi dell’Unione Europea. 2. Maggiore protezione di tutte le specie di animali viventi in natura. 3. Misure finalizzate a tutela della pubblica incolumità e del rispetto dell’ordine pubblico in tutto il territorio nazionale” conclude il proprio intervento Crapanzano.

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