
Fronte Verde boccia la legge elettorale del Governo Meloni. Galizia: «Serve un proporzionale puro, basta barriere alla partecipazione. Vogliamo più democrazia»
Roma, 14/09/2026 – Vincenzo Galizia, Presidente nazionale del “Fronte Verde – Ecologisti Indipendenti“, esprime netta contrarietà all’impostazione della nuova legge elettorale del Governo Meloni. «A fronte di riforme che rischiano di limitare la rappresentanza, il movimento ecologista lancia una chiara controproposta per restituire voce agli elettori. Non possiamo accettare un sistema che allontana ulteriormente i cittadini dalle istituzioni blindando le scelte dall’alto» dichiara Galizia. «Il Fronte Verde propone una legge elettorale di tipo proporzionale che sia finalmente e realmente rappresentativa della pluralità del Paese. La nostra proposta è quella di un ‘Proporzionale Puro’, totalmente privo di sbarramenti preventivi». Per coniugare la massima rappresentanza con la necessità di un esecutivo stabile, il Presidente del Fronte Verde illustra il correttivo studiato dal movimento: «La governabilità non si ottiene mortificando il voto, ma premiando un consenso reale e solido. Per questo proponiamo l’introduzione di un premio di maggioranza da assegnare al primo partito o alla prima coalizione, ma esclusivamente al raggiungimento di una soglia minima del 40% dei voti. Solo così si può garantire un governo stabile senza distorcere la democrazia». Il movimento ribadisce inoltre una forte opposizione agli strumenti tecnici pensati per favorire le attuali segreterie di partito. «Diciamo un NO fermo e categorico ai capilista bloccati e alle soglie di sbarramento» prosegue Galizia. «Siamo ugualmente e fortemente contrari a qualsiasi aumento del numero di firme necessarie a presentare un nuovo soggetto politico alle elezioni, una mossa che servirebbe solo a soffocare la nascita di nuove alternative. Vogliamo un sistema elettorale che possa realmente rappresentare tutti i cittadini, riavvicinandoli alla politica attiva. Il nostro messaggio al Governo Meloni è racchiuso in tre parole: vogliamo più democrazia» conclude Vincenzo Galizia.





